“NOTIZIE DAGLI SCAVI” DI EMIDIO GRECO
Il protagonista della storia, soprannominato ironicamente il “professore”, è un quarantenne grasso, goffo e un po’ tonto. E’ tuttofare in una casa d’appuntamenti dove vive insieme alle sue amiche prostitute. Spesso si distrae per inseguire pensieri che non esprime. Ma ha nei confronti delle cose un’attenzione spiazzante e imprevedibile, che lo porta a scoprire e ad esplorare. La sua vita senza sorprese viena scossa quando rientra in contatto con una prostituta che in passato era una della casa. Attraverso piccole attenzioni, favori e complicità, fra i due nasce un sentimento di simpatia e, chissà, forse qualcosa di più. E questo è il lato romantico del film.
Bravissimo Giuseppe Battiston, con i suoi silenzi, le sue battute, le sue pause e l’aria trasognata. Ma di questo film, molto lento nel vedersi, succede qualcosa che mi è piaciuto, ed è proprio quell’attenzione spiazzante nei confronti delle cose del “professore” quando si ritrova a visitare a Tivoli Villa Adriana.
Si susseguono scene silenziose e forse un po’ troppo documentaristiche all’interno di questa vasta villa romana. Eppure tutto ciò mi ha fatto riflettere: la storia e l’architettura sono entrate nel film e ne sono diventate scene. Mi sono detta: Questa è pura contaminazione. Come se le diverse arti fra loro si parlassero.
In molte persone, dopo aver visto film, nasce la curiosità di visitare i luoghi dove la storia si è svolta. E non sono appassionati d’arte. Questa è la grande magia dell’arte che attraverso i suoi prodotti, le sue opere, conduce al piacere della conoscenza e quindi del sapere.
Selene
CON “E DISSE” TORNA ERRI DE LUCA
Attraverso la sua grande conoscenza dei testi sacri, unita alla passione per la montagna ci racconta di Mosè, il primo grande alpinista che sale il Sinai.
La sua parola scritta è leggera, per questo è facile scalare attraverso le sue pagine ed afferrarne i significati.
Mi è sembrato di aver ricevuto, ancora una volta, un regalo: a pagina 38 leggo: “Quando la scrittura si sbarazza del suo autore, appartiene a chi legge e fa di ogni lettore successivo il suo diretto erede”.
Selene



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