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	<title>Stalkerweb - Mendicanti dello SguardoStalkerweb - Mendicanti dello Sguardo | Stalkerweb - Mendicanti dello Sguardo</title>
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		<title>Ancora su “The Artist”, tra la prigionia del successo e la libertà dell’amore</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 11:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La domanda è secca: c'è qualcosa per cui vale la pena vivere quando tutto, ma proprio tutto il mondo sta crollando...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/img/2012/02/theartist2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1156" title="theartist2" src="/wp-content/img/2012/02/theartist2.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;">È la gratuità dell&#8217;amore a liberare dalla prigionia dell&#8217;insuccesso<br />
e dall&#8217;incapacità di tornare creativo.</p>
</blockquote>
<p>La domanda è secca: c&#8217;è qualcosa per cui vale la pena vivere quando tutto, ma proprio tutto il mondo sta crollando? Fama, soldi, affetti o presunti tali, tutto.</p>
<p>L&#8217;universo muto di una celebrità del cinema, come George Valentine, è destinato a scomparire in un lampo: è l&#8217;avvento del sonoro. Nuovi attori, nuovi film&#8230; <em>c’est la vie</em>. Lui ormai rappresenta il vecchio.</p>
<p>Incapace di reinventarsi, rifiuta di cambiare e continua per la sua strada, fino ad andare a sbattere contro la realtà di un pubblico che lo dimentica rapidamente. Soldi non ce ne sono più, si campa mettendo all&#8217;asta mobili, quadri, tutto.  Restano con lui l&#8217;amatissimo cagnolino e il fedelissimo autista <em>fac totum</em>. Intanto Peppy Miller, la splendida ragazza acqua e sapone che, proprio lui, aveva introdotto un po&#8217; per caso al mondo del cinema, diventa la star di Hollywood. Un colpo mortale per l&#8217;orgoglio del grande attore, che però segue divertito tutti i suoi film.</p>
<p>Lo stesso farà lei, di nascosto, con i suoi. Le due vite corrono parallele fino all&#8217;incontro decisivo: George viene ricoverato in ospedale, dopo aver rischiato la vita in un incendio. Aveva bruciato i suoi vecchi film, salvandone uno soltanto (una scena girata proprio con Peppy MIller), in un abbraccio disperato. A salvarlo è il cagnolino. Peppy lo raccoglie, nel momento forse più umiliante della sua vita, e decide di portarlo nella sua splendida villa, dove lo tratta come un re.</p>
<p>Ma un re senza regno, disperato, che rifiuta anche la proposta di partecipare con lei a un nuovo film. È l&#8217;orgoglio, ancora una volta, ad impedirgli di accettare. Ed è ancora l&#8217;orgoglio che gli fa prendere la decisione di farla finita, quando scopre tutti i suoi mobili, compresi i quadri e tutti i beni messi all&#8217;asta, in un grande ripostiglio della villa di Peppy. È troppo: accettare tutto questo amore, gratuito, richiederebbe una rinuncia troppo sanguinosa al proprio ego, abituato ad essere adulato, venerato, ma non certo compatito.</p>
<p>L&#8217;unica strada &#8216;razionale&#8217; sembra quella del suicidio, nella vecchia casa distrutta dall&#8217;incendio. Eppure la &#8216;razionalità&#8217; di George viene superata dall&#8217;amore di Peppy che, scoprendone la fuga, sale in macchina, guidando come un folle contro il tempo, in una scena davvero geniale.</p>
<p>È la gratuità dell&#8217;amore di Peppy a liberare George dalla prigionia dell&#8217;insuccesso e dall&#8217;incapacità di tornare creativo: <em>artist</em>, appunto. La sua perseveranza e fedeltà lo fanno rinascere, scoprendone un nuovo talento nel ballo del tip tap.</p>
<p>George è tornato George: <em>The Artist</em>.</p>
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		<title>Meryl, The Icon Lady</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[È da diverso tempo che penso che la kermesse hollywoodiana degli Oscar dovrebbe prevedere nel proprio programma una nuova categoria: quella riservata a Meryl Streep. A lei e solo a lei...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/img/2012/02/iron_lady.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1147" title="iron_lady" src="/wp-content/img/2012/02/iron_lady.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;">Maryl Streep, un&#8217;intensa Signora di Ferro<br />
densa di innumerevoli sfumature.</p>
</blockquote>
<p>È da diverso tempo che penso che la kermesse hollywoodiana degli Oscar dovrebbe prevedere nel proprio programma una nuova categoria: quella riservata a Meryl Streep. A lei e solo a lei, certo. L&#8217;idea mi pare interessante: diamole ogni anno un Oscar per le interpretazioni che continua a regalarci &#8211; a prescindere dal film. Miglior Attrice Protagonista o Non Protagonista? Palma d&#8217;Oro? Leone d&#8217;Oro? Coppa Volpi? Ragazzi, è Meryl, la nostra Icon Lady &#8211; nessuno è come lei.</p>
<p>Certo, <em>The Iron Lady</em>, ad opera della pur brava Phyllida Lloyd (una che viene dal teatro, da Shakespeare a Brecht, per intenderci, e che in effetti al cinema debuttò, qualche anno fa, proprio con Meryl come leading actress, con <em>Mamma mia!</em>), è un discreto film con un&#8217;indimenticabile protagonista: convince soprattutto la prospettiva, il &#8220;taglio&#8221; che si è voluto dare alla storia di Margaret Thatcher, a suo modo anch&#8217;ella icona di un decennio di storia e politica britannica e internazionale, nonché &#8211; va ricordato &#8211; prima donna a diventare Primo Ministro in Europa, mica pizza e fichi&#8230;</p>
<p>Il primo quarto d&#8217;ora del film è davvero impressionante: la Streep è la &#8220;signora di ferro&#8221; &#8211; nel senso che non si limita a interpretarla, ma la vive e la fa vivere sotto una luce commovente, drammatica e adeguatamente simpatetica, in particolare nella rappresentazione della malattia. Tutto il resto, tutto quello che c&#8217;è intorno a lei, scompare: la Streep è sola, più sola del suo personaggio, la cui mente seriamente provata si illude almeno di avere ancora con sé quel bello spirito del marito, scomparso da anni&#8230; Meryl è in 3D, esce dallo schermo, ci fa sentire chiaramente il penetrante odore della naftalina quando riassetta le giacche del consorte; ci fa trasalire di ammirazione per il suo carisma,  anche quando interviene in maniera un po&#8217; scombiccherata a una cena ufficiale; ci lascia senza parole nel suo incedere e nel suo accento così british (un consiglio: andate a vederlo in inglese), quando congeda il medico che cerca di alleviare le sue sofferenze con una tirata dura e tenera insieme. Davvero incredibile.</p>
<p>Poi certo, ci sono ancora signore del cinema in grado di farci emozionare &#8211; Judy Dench a parte, credo però che solo Helen Mirren e Isabelle Huppert, nella generazione della Streep, le si possano avvicinare.  Ma il recitare con lo sguardo di Meryl, la sua espressione così apparentemente fissa e così densa di innumerevoli sfumature, la sua classe sconfinata: standing ovation &#8211; come detto, non ce n&#8217;è per nessuno.</p>
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		<title>Midnight in Paris: bentornato, vecchio Woody!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Vedere <em>Midnight in Paris</em> è un po' come ritrovare un vecchio amico. Era da tempo che Woody Allen non realizzava un film così garbato, elegante, leggero e tuttavia denso di allenianità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/img/2012/02/midnight.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1138" title="midnight" src="/wp-content/img/2012/02/midnight.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;">Il miglior Allen viaggia nel tempo a Parigi<br />
sognando gli artisti del passato<br />
e riscoprendo i sentimenti del presente.</p>
</blockquote>
<p>Vedere <em>Midnight in Paris</em> è un po&#8217; come ritrovare un vecchio amico. Era da tempo che Woody Allen non realizzava un film così garbato, elegante, leggero e tuttavia denso di&#8230; allenianità &#8211; insomma, parafrasando il suo divertente e in qualche modo tristanzuolo <em>Incontrerai l&#8217;uomo dei tuoi sogni</em> della scorsa stagione, l&#8217;ultima fatica del geniaccio newyorkese è davvero molto&#8230; &#8220;lui&#8221;.</p>
<p>Sì, perchè ci sono rimandi immediati a pellicole di tanti anni fa (<em>La rosa purpurea del Cairo</em>, naturalmente, ma anche <em>Accordi e disaccordi</em> &#8211; e altre ancora), e l&#8217;intero film è permeato da quell&#8217;aura di infantile e romantica leggerezza che Mr. Allen sembrava aver un attimo smarrito per strada ultimamente &#8211; e ultimamente, per chi produce almeno una pellicola all&#8217;anno, vuol dire&#8230; molti film. Poi certo, chi scrive adora anche l&#8217;Allen più tipicamente newyorkese di <em>Manhattan</em> o quello terribilmente caustico di <em>Harry a pezzi</em>, ma&#8230; <em>Midnight in Paris</em> è un piccolo gioiellino di storia, ben scritto e ottimamente girato &#8211; e come sempre, quando c&#8217;è di mezzo Woody, con ottimi protagonisti.</p>
<p>Notevole la performance di Owen Wilson: pochi &#8220;leading actors&#8221; alleniani hanno nel corso degli anni recitato così bene il ruolo dell&#8217;alter ego di Allen stesso &#8211; Wilson è impressionante, con le sue sembianze da &#8220;beautiful loser&#8221; americano, nell&#8217;interpretare il suo regista &#8211; e non solo le stesse giacche o le stesse battute, ma gesti, incedere, espressioni&#8230; davvero bravo.</p>
<p>La &#8220;midlife crisis&#8221; dell&#8217;autore hollywoodiano di sceneggiature di successo esplode a Parigi &#8211; e se durante il giorno è tutto uno shopping e una visita a Versailles in compagnia della petulante e vacua futura sposa e della sua americanissima famiglia, è di notte che la capitale francese riserva &#8211; a chi le sa cercare &#8211; le sue sorprese più belle. E allora basta un taxi che si arrampica su per Montparnasse per essere catapultati a una festa anni &#8217;30 insieme a Fitzgerald, oppure in un bistrò, al tavolo di un arruffatissimo Hemingway. E&#8217; la &#8220;mezzanotte a Parigi&#8221;: è il momento in cui può capitarvi di scambiare quattro chiacchiere sui &#8220;rinoceronti&#8221; con un giovane Dalì (un fantastico Adrien Brody), o di suggerire a un giovanissimo Bunuel l&#8217;idea di partenza del suo <em>Angelo sterminatore </em>-  oppure di far visita a Gertude Stein (chi se non Kathy Bates, sempre monumentale?) e di incontrarvi Picasso e la sua maliardissima e &#8211; al contempo &#8211; tenerissima compagna, di cui non potete non innamorarvi. Ma tutto questo, ovviamente, è solo un sogno. E i sogni, sembra dirci Woody, non vanno mai dimenticati &#8211; è solo che, essendo tali, non possono esistere nella realtà, se non in mutata forma.</p>
<p>Ogni epoca ha avuto &#8211; e avrà &#8211; un suo &#8220;altrove&#8221; nel tempo &#8211; un suo &#8220;prima&#8221;, una fascinosa &#8220;età dell&#8217;oro&#8221;, i cui protagonisti e la cui atmosfera ci appaiono come splendidamente irraggiungibili &#8211; ed è giusto che sia così, perché il passato è fonte di ispirazione, per così dire, &#8220;naturale&#8221; per l&#8217;essere umano &#8211; ma i sentimenti, per quanto eterni, possono e devono essere vissuti qui, ora, nel nostro tempo &#8211; insieme a chi è accanto a noi.</p>
<p><em>Play it again</em>, Woody.</p>
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		<title>Addio al Maestro Theo Angelopoulos</title>
		<link>http://www.stalkerweb.org/2012/01/addio-al-maestro-theo-angelopoulos/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Milestones]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo del cinema è in lutto per la scomparsa di Theo Angelopoulos. Il regista greco è morto infatti il 26 gennaio all’età di 76 anni, dopo essere stato investito da una moto vicino al porto di Atene...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/img/2012/01/angelopoulos.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1131" title="angelopoulos" src="/wp-content/img/2012/01/angelopoulos.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></p>
<blockquote><p>Firmò grandi capolavori del cinema come &#8220;I cacciatori&#8221;, &#8220;Il passo sospeso della cicogna&#8221;, &#8220;Lo sguardo di Ulisse&#8221; e &#8220;L&#8217;eternità e un giorno&#8221;.</p></blockquote>
<p>Il mondo del cinema è in lutto per la scomparsa di Theo Angelopoulos. Il regista greco è morto infatti il 26 gennaio all’età di 76 anni, dopo essere stato investito da una moto vicino al porto di Atene.</p>
<p>Classe 1935, Angelopoulos si laureò in legge all&#8217;Università di Atene e dal 1962 studiò cinema a Parigi. Dal 1964 al 1967 tornò in patria, dove diresse il quotidiano di sinistra <em>Democratic Ghange</em>, posizione che gli causò l’esilio a causa della dittatura dei Colonnelli.</p>
<p>Tornato a Parigi iniziò la sua carriera da regista realizzando film come <em>Ricostruzione di un delitto</em> (1970) e la trilogia greca <em>I giorni del &#8217;36</em> (1972), <em>La recita</em> (1975) e <em>I cacciatori</em> (1977). Con quest’ultimo film vinse l&#8217;Orso d&#8217;oro al Festival di Berlino.</p>
<p>Dopo <em>Alessandro il Grande</em> (1980) tornò in patria per girare il documentario <em>Viaggio a Cyteria</em> (1984), <em>Il volo</em> (1986) e <em>Paesaggio nella nebbia</em> (1988), Leone d’Argento a Venezia.</p>
<p>Il capolavoro arrivò con la coppia Marcello Mastroianni-Jeanne Moreau nel film <em>Il passo sospeso della cicogna</em> in cui Mastroianni interpreta un poeta esule. Da ricordare anche <em>Lo sguardo di Ulisse</em> (1995) che narra della guerra nell&#8217;ex-Jugoslavia. Con un altro grande del cinema europeo, Bruno Ganz, lavorò invece in <em>L&#8217;eternità e un giorno</em> (1998), Palma d’Oro al Festival di Cannes.</p>
<p>Nel 2004, con <em>La sorgente del fiume</em>, realizzò il primo film di una nuova trilogia purtroppo destinata a restare incompiuta. Il secondo capitolo <em>La polvere del tempo</em> è stato presentato al festival di Berlino 2009.</p>
<p>In una recente intervista su Il Messaggero l’ha ricordato l’amico e collaboratore Tonino Guerra, con il quale lavorò per quasi vent’anni e sette film tra cui <em>L’eternità e un giorno</em>, <em>Lo sguardo di Ulisse,</em> <em>Il passo sospeso della cicogna</em> e <em>Paesaggio nella nebbia</em>. «È scomparsa una delle più grandi personalità del cinema mondiale. Di lui apprezzavo il silenzio dolce, la sua capacità di ascoltare e poi raccontare la realtà» ha dichiarato Guerra alla giornalista della testata romana. «Era un uomo eccezionale capace di rendere la realtà in stile poetico. Aveva una poesia sua personale caratterizzata da una forza eccezionale, da tinte in bianco e nero. Da lui i registi di oggi dovrebbero imparare molto».</p>
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		<title>The Artist: le favole esistono</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Geniale. Paradossale. Poetico. Romantico. È un pastiche? È un musical? È un film muto anni '20? <em>The Artist</em>, del francese Michel Hazanavicius, è tutto questo e molto di più...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1115" title="The-Artist3" src="/wp-content/img/2012/01/The-Artist3.jpg" alt="" width="640" height="290" /></p>
<blockquote><p>Divertente, ironico, romantico e appassionante.<br />
Da quanto tempo un film muto non vi teneva attaccati alla poltrona?</p></blockquote>
<p>Geniale. Paradossale. Poetico. Romantico. È un pastiche? È un musical? È un film muto anni &#8217;20?<br />
&#8220;The Artist&#8221;, del francese Michel Hazanavicius, è tutto questo e molto di più.</p>
<p>Riflettiamoci un attimo: siete un produttore cinematografico, e si presenta da voi un giovane regista con un soggetto che parla della splendida ed amara parabola di un grande del film muto, dagli allori degli anni &#8217;20 al senso di spaesamento che lo prende &#8211; memorabile l&#8217;unica scena &#8220;sonora&#8221; del film &#8211; quando capisce che il suo mondo sta cambiando, perché&#8230; sta iniziando  parlare: è l&#8217;avvento del sonoro, bellezza!</p>
<p>Fin qui, ci può stare, ma&#8230; e se tutto il film fosse davvero muto? E in bianco e nero? E con numeri di ballo assortiti? E se il co-protagonista fosse un simpatico terrier, tipo cane di Tin Tin? Mmmm&#8230; “Ok, le faremo sapere&#8221; potrebbe essere la vostra risposta. Ma grazie al cielo c&#8217;è chi ha profondamente  creduto in questo delizioso progetto &#8211; un vero e proprio atto d&#8217;amore per il cinema, come onestamente se ne vedono di rado. E giustamente, ancora prima del successo di questi giorni (la pellicola di Hazanavicius è tra le candidate ai prossimi Oscar, e ha ricevuto diversi premi ai recenti Golden Globes) una rivista come &#8220;Il Cinematografo&#8221; gli aveva dedicato l&#8217;ultima copertina del 2011.</p>
<p>Ma fate attenzione: non siamo di fronte a una di quelle opere fatte apposta per i cinefili, magari un po&#8217; spocchiose, sospese tra prima visione d&#8217;essai e cineforum fumosi: nulla di tutto questo. La splendida storia di George Valentin (un grandissimo Jean Dujardin) è divertente, ironica, romantica (come il suo love affair con Peppy Miller, la deliziosa Berenice Bejo), appassionante. Da quanto tempo un film muto non vi teneva attaccati alla poltrona?</p>
<p>Splendidi i riferimenti all&#8217;epoca d&#8217;oro della Hollywood che fu, da Douglas Fairbanks (con scene originali delle sue pellicole che si alternano al girato originale nel montaggio) a Ginger Rogers e Fred Astaire, e altre ancora. Azzecatissimi i co-protagonisti Penelope Ann Miller, James Cromwell e John Goodman (sempre più grosso, sempre più bravo). Una chicca il cammeo di Malcolm McDowell.</p>
<p>Che film! Ehi, dico a voi: non siete ancora andati a vederlo?</p>
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		<title>Il cuore di HAB 2011 continua a battere: rivivi l’esperienza con il book del festival</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 13:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetto Franchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[L’HeArtBeats Venice Short Film Festival è continuato a vivere dentro di noi ben oltre i giorni del suo effettivo svolgimento...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1124 aligncenter" title="hab_book" src="/wp-content/img/2012/01/hab_book.jpg" alt="" width="640" height="290" /></p>
<p>L’HeArtBeats Venice Short Film Festival è continuato a vivere dentro di noi ben oltre i giorni del suo effettivo svolgimento (8 e 9 ottobre 2011). Per questo Stalker ha pensato di pubblicare gli “Atti del festival” e renderli disponibili a chi è interessato.</p>
<p>Parole e immagini, incontri ed emozioni: il book di HAB Festival 2011 racconta il meglio della prima edizione, raccogliendo gli interventi integrali dei grandi Maestri che sono intervenuti alla rassegna, i profili completi di tutti gli ospiti, un resoconto del denso programma degli eventi, uno sguardo al concorso per cortometraggi “Il cuore parla al cuore”, vinto dal regista spagnolo Ivan Ruiz Flores, e molto altro ancora.</p>
<p>Si sa, <em>verba volant, scripta manent</em>. E dato che non abbiamo voluto far volar via le immagini e le parole di Francis Ford Coppola, Krzysztof Zanussi, Rafal Wieczynski, Gennaro Nunziante, Nicolai Lilin, Marcelo Cesena e Omar Pedrini, abbiamo pensato di imprimerle sulla carta e renderle sempre disponibili a tutti.</p>
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		<title>Riparte Stalkinèma, il cinema d&#8217;autore per tutti</title>
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		<comments>http://www.stalkerweb.org/2011/11/riparte-stalkinema-il-cinema-dautore-per-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Cinema Settebello di Rimini ospiterà la nuova edizione di Stalkinèma, la rassegna di film d'autore curata da Stalker. I primi due appuntamenti sono in programma giovedì 24 novembre, con <em>The Tree of Life</em> di Terence Malick, e giovedì 1 dicembre, con <em>12</em> di Nikita Mikhalkov. Di seguito il programma completo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/img/2011/11/Stalkinema-2011_2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1105" title="Stalkinema 2011_2" src="/wp-content/img/2011/11/Stalkinema-2011_2.jpg" alt="" width="640" height="1280" /></a></p>
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		<title>HAB&#8217;s Report</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 12:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella che ho appena concluso di organizzare è una miscellanea strana di accadimenti ed incontri che ha preso il nome di Festival/Concorso internazionale di cortometraggi.
Apparentemente un piccolo e semplice evento culturale, scaturito da un'abile quanto fortuita congiunzione di risorse professionali, utilizzate per impiantare la presenza di una passione personale per il Cinema...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/img/2011/10/biondi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1090" title="biondi" src="/wp-content/img/2011/10/biondi.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></p>
<blockquote><p>Un intreccio di amicizie, vecchie e nuove, che hanno ruotato attorno al comune desiderio di incontrarsi per dar vita ad un luogo che parlasse, pur da diverse provenienze, al cuore dell&#8217;uomo.</p></blockquote>
<p>Quella che ho appena concluso di organizzare è una miscellanea strana di accadimenti ed incontri che ha preso il nome di Festival/Concorso internazionale di cortometraggi.<br />
Apparentemente un piccolo e semplice evento culturale, scaturito da un&#8217;abile quanto fortuita congiunzione di risorse professionali, utilizzate per impiantare la presenza di una passione personale per il Cinema.</p>
<p><strong>Venezia, 8 e 9 Ottobre 2011, Fondazione Cini: HeArtBeatsVenice Film Festival, HeartSpeaks Unto Heart. Questo il suo nome.</strong></p>
<p>All&#8217;interno della prestigiosa cornice di un congresso medico cardiologico internazionale è stato inventato ed affiancato un evento di natura cinematografica.<br />
Importanti nomi del cinema &#8211; a cominciare dal presidente della giuria Francis Ford Coppola &#8211; hanno affiancato insigni uomini di scienza medica, insieme a uomini di cultura.</p>
<p>Incontri, proiezioni, concerti.<br />
Un intreccio di amicizie, vecchie e nuove, che hanno ruotato attorno al comune desiderio di incontrarsi per dar vita ad un luogo che parlasse, pur da diverse provenienze, al cuore dell&#8217;uomo.<br />
Una serie di operosità culturali, tecniche ed economiche, che di giorno in giorno vedevano svilupparsi un luogo che nella sua precarietà si dilatava via via verso confini imprevedibili.<br />
Un cammino costellato di dinamiche entusiasmanti intrecciate a momenti di durezza ed affaticamento.</p>
<p>Ma dentro questo turbinio di progetto e di avvenimenti, suonava e suona una nota fissa di stupore e gratitudine. A volte distinta, a volte sommersa. Come per un qualcosa che ti sta accanto e che ti definisce meglio più di quanto tu non sappia neanche immaginare. E che chiama il tuo desiderio come se fosse quello la porta che voglia dischiudere per farti innamorare, per farti spalancare al bene che cerchi.<br />
Fino ad arrivare ad un apparente misero messaggio che stasera si accende sul mio cellulare, spedito dalla persona che meno mi aspettavo tra quelle coinvolte dal gorgo di questa vicenda, e che dice:</p>
<p>&#8220;<em>Micidiale quando ci si ferma un attimo e si pensa. Questa sera il mio pensiero è stato un Grazie a te per tutto quello che fai per noi. Grazie di cuore!</em>&#8221;</p>
<p>E quel &#8220;grazie a te&#8221; mi riempie tutto, trasformandosi in un&#8230; Grazie a TE.</p>
<p style="text-align: right;">Daniele Biondi<br />
<em>Coordinatore di HAB Festival 2011</em></p>
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		<title>HAB Festival: una prima edizione che ha parlato davvero al cuore</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 13:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[È stata l’opera spagnola<em> Dulce </em>del regista Ivan Ruiz Flores ad aggiudicarsi la prima edizione del concorso per cortometraggi HAB 2011. La cerimonia di premiazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1079" title="premiazione" src="/wp-content/img/2011/10/premiazione.jpg" alt="" width="640" height="290" /></p>
<p>È stata l’opera spagnola<em> Dulce </em>del regista Ivan Ruiz Flores ad aggiudicarsi la prima edizione del concorso per cortometraggi HAB 2011. La cerimonia di premiazione, avvenuta domenica 9 ottobre, ha celebrato anche il corto <em>Come si dice</em> di Cristian Benaglio, Premio della Giuria.</p>
<p>La cerimonia si è conclusa con l’intervento di Francis Ford Coppola, che in videoconferenza ha salutato il pubblico di HAB, fornendo inoltre le sue valutazioni sui cortometraggi premiati: di <em>Dulce</em> ha lodato la recitazione dei bambini e la qualità della storia narrata; di <em>Come si dice</em>, oltre alla performance attoriale, ha particolarmente apprezzato l’ottima abilità della costruzione del filo narrativo che risolve in un finale di sicura efficacia.</p>
<p>Coppola ha inoltre dialogato con il moderatore della serata e curatore del festival Daniele Biondi riguardo al ruolo del cortometraggio sulla scena cinematografica internazionale: secondo il Maestro statunitense il cortometraggio è una formula filmica di primissima importanza, non solo</p>
<p>per la facile fruibilità dei prodotti, ma anche perché la forma del racconto breve è sempre stata, almeno nella cultura americana, una modalità espressiva propria dei grandi autori – Hemingway fra tutti.</p>
<p>Ma HAB 2011 è stato molto più di un semplice concorso. Discostandosi dalla solita formula delle rassegne cinematografiche, imperniate soprattutto sulle proiezioni dei film, questa prima edizione del Festival si è distinta per la varietà di incontri in programma e di personalità coinvolte: da esponenti del mondo della cardiologia (i dottori Antonio Raviele e Andrea Natale, i professori A. John Camm e Douglas P. Zipes) a quello del cinema (Zanussi, Nunziante, Wieczynski, Christopher Newman e Coppola stesso), passando per figure della cultura italiana e internazionale (lo scrittore russo Nicolai Lilin, il pianista e compositore brasiliano Marcelo Cesena, il musicista italiano Omar Pedrini).</p>
<p>Il regista “record d’incassi” Gennaro Nunziante, nell’incontro che lo ha visto protagonista, ha parlato della commedia nel cinema italiano. Rafal Wieczynski, autore di<em> Popieluszko</em>, ha raccontato dell’approccio cinematografico alla realtà storica. Nicolai Lilin, <em>Educazione siberiana</em>, è intervenuto sul tema “Drammaticità e passione: al cuore della propria origine”, mentre il regista polacco Krzysztof Zanussi ha parlato del “vero rapporto del cinema con il pubblico, che è più grande della letteratura e più capace di abbracciare uno spettatore e coinvolgerlo in una reale esperienza”.</p>
<p>Particolarmente apprezzato è stato il concerto di Marcelo Cesena, che ha eseguito sia proprie composizioni sia grandi interpretazioni della musica classica – da Chopin a Bach – mettendo a nudo il cuore dell’uomo utilizzando il linguaggio della musica.</p>
<p>Altrettanto importanti i due incontri tecnici tenuti all’Hotel Molino Stucky Hilton da Roberto Zammarchi e Paolo Baccolo esperti di video-editing dei due competitor di mercato: Apple ed Adobe.</p>
<p>“Heart speaks unto heart”: la prima edizione di HAB 2011 ha parlato davvero al cuore, riunendo personalità e sensibilità in grado di guardare il mondo con intelligenza e profondità. Ognuno guidato dal bagaglio della propria esperienza e della propria cultura, ma sempre aperto al confronto con lo sguardo altrui, per giudicare ciò che è in grado di rivelarci il cinema così come il nostro cuore.</p>

<a href='http://www.stalkerweb.org/2011/10/hab-festival-una-prima-edizione-che-ha-parlato-davvero-al-cuore/pubblico/' title='pubblico'><img width="290" height="290" src="/wp-content/img/2011/10/pubblico-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="pubblico" title="pubblico" /></a>
<a href='http://www.stalkerweb.org/2011/10/hab-festival-una-prima-edizione-che-ha-parlato-davvero-al-cuore/premiazione/' title='premiazione'><img width="290" height="290" src="/wp-content/img/2011/10/premiazione-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="premiazione" title="premiazione" /></a>
<a href='http://www.stalkerweb.org/2011/10/hab-festival-una-prima-edizione-che-ha-parlato-davvero-al-cuore/nunziante_con_biondi/' title='Nunziante_con_Biondi'><img width="290" height="290" src="/wp-content/img/2011/10/Nunziante_con_Biondi-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Nunziante_con_Biondi" title="Nunziante_con_Biondi" /></a>
<a href='http://www.stalkerweb.org/2011/10/hab-festival-una-prima-edizione-che-ha-parlato-davvero-al-cuore/zanussi-2/' title='zanussi'><img width="290" height="290" src="/wp-content/img/2011/10/zanussi-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="zanussi" title="zanussi" /></a>
<a href='http://www.stalkerweb.org/2011/10/hab-festival-una-prima-edizione-che-ha-parlato-davvero-al-cuore/lilin_pedrini/' title='Lilin_Pedrini'><img width="290" height="290" src="/wp-content/img/2011/10/Lilin_Pedrini-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Lilin_Pedrini" title="Lilin_Pedrini" /></a>
<a href='http://www.stalkerweb.org/2011/10/hab-festival-una-prima-edizione-che-ha-parlato-davvero-al-cuore/cesena/' title='cesena'><img width="290" height="290" src="/wp-content/img/2011/10/cesena-e1318514063983-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cesena" title="cesena" /></a>

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		<title>HAB Festival 2011: il programma</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 15:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontri, proiezioni, concerti, masterclass e molto altro ancora. Ecco il programma di HAB 2011, un festival che già alla prima edizione vanta un calendario ricco di nomi prestigiosi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/img/2011/09/zanussi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1063" title="zanussi" src="/wp-content/img/2011/09/zanussi.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></p>
<p>Incontri, proiezioni, concerti, masterclass e molto altro ancora. Ecco il programma di HAB 2011, un festival che già alla prima edizione vanta un calendario ricco di nomi prestigiosi.</p>
<p>Presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia e l’Hotel Molino Stucky Hilton interverranno ospiti di caratura internazionale come i registi Krzysztof Zanussi, Rafal Wieczynski e Gennaro Nunziante; lo scrittore russo Nicolai Lilin; il pianista-compositore brasiliano Marcelo Cesen e il musicista italiano Omar Pedrini. Inoltre, sono in programma seminari di montaggio video tenuti da specialisti come Roberto Zammarchi, Apple Certified Digital Video Technician, e Paolo Baccolo, Adobe Guru.</p>
<p>La cerimonia di premiazione del concorso per cortometraggi è in programma in chiusura del festival, domenica 9 ottobre alle ore 18.40.</p>
<p><a href="http://www.stalkerweb.org/wp-content/img/2011/09/Programma_HAB_ita.pdf">Scarica il programma completo.</a></p>
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