Divertente, ironico, romantico e appassionante.
Da quanto tempo un film muto non vi teneva attaccati alla poltrona?

Geniale. Paradossale. Poetico. Romantico. È un pastiche? È un musical? È un film muto anni ’20?
“The Artist”, del francese Michel Hazanavicius, è tutto questo e molto di più.

Riflettiamoci un attimo: siete un produttore cinematografico, e si presenta da voi un giovane regista con un soggetto che parla della splendida ed amara parabola di un grande del film muto, dagli allori degli anni ’20 al senso di spaesamento che lo prende – memorabile l’unica scena “sonora” del film – quando capisce che il suo mondo sta cambiando, perché… sta iniziando parlare: è l’avvento del sonoro, bellezza!

Fin qui, ci può stare, ma… e se tutto il film fosse davvero muto? E in bianco e nero? E con numeri di ballo assortiti? E se il co-protagonista fosse un simpatico terrier, tipo cane di Tin Tin? Mmmm… “Ok, le faremo sapere” potrebbe essere la vostra risposta. Ma grazie al cielo c’è chi ha profondamente creduto in questo delizioso progetto – un vero e proprio atto d’amore per il cinema, come onestamente se ne vedono di rado. E giustamente, ancora prima del successo di questi giorni (la pellicola di Hazanavicius è tra le candidate ai prossimi Oscar, e ha ricevuto diversi premi ai recenti Golden Globes) una rivista come “Il Cinematografo” gli aveva dedicato l’ultima copertina del 2011.

Ma fate attenzione: non siamo di fronte a una di quelle opere fatte apposta per i cinefili, magari un po’ spocchiose, sospese tra prima visione d’essai e cineforum fumosi: nulla di tutto questo. La splendida storia di George Valentin (un grandissimo Jean Dujardin) è divertente, ironica, romantica (come il suo love affair con Peppy Miller, la deliziosa Berenice Bejo), appassionante. Da quanto tempo un film muto non vi teneva attaccati alla poltrona?

Splendidi i riferimenti all’epoca d’oro della Hollywood che fu, da Douglas Fairbanks (con scene originali delle sue pellicole che si alternano al girato originale nel montaggio) a Ginger Rogers e Fred Astaire, e altre ancora. Azzecatissimi i co-protagonisti Penelope Ann Miller, James Cromwell e John Goodman (sempre più grosso, sempre più bravo). Una chicca il cammeo di Malcolm McDowell.

Che film! Ehi, dico a voi: non siete ancora andati a vederlo?