Una mostra per celebrare la poetica visiva di Tim Burton, un artista che ha cambiato Hollywood, reinventandola, in qualche modo, secondo la sua personalissima visione.

Dopo lo straordinario successo della retrospettiva presso il Museum of Modern Art di New York, la mostra che celebra uno dei grandi visionari del cinema contemporaneo porta un po’ di… dark nella City of Lights.

Tim Burton inaugura il 29 maggio al LACMA (Los Angeles County Museum of Modern Art), e si preannuncia già come uno degli appuntamenti top della calda estate losangelina: disegni, video, storyboards, artwork assortito, modellini, film d’animazione, fotografie ed illustrazioni originali – per la maggior parte mai viste prima, anche perchè provenienti principalmente dallo sterminato archivio personale di Burton stesso e dalle collezioni di alcuni tra i suoi più stretti collaboratori – promettono di attirare numerosi fans del regista americano. L’intento primario dell’esposizione è quello di dare una visione onnicomprensiva dell’eccezionale creatività di Burton – e non solo come regista di grido – da “Ed Wood” a “Edward mani di forbice”, da “Il mistero di Sleepy Hollow” a “Batman” e “Mars Attacks!” – ma come artista ed autore a tutto tondo (chi scrive consiglia in merito il bellissimo “Morte malinconica del Bambino Ostrica e altre storie” – Einaudi, 1998).

Un’occasione davvero unica per calarsi appieno nel fantastico mondo del regista di Burbank, per scoprirne fonti d’ispirazione fondamentali quali la cultura popolare, favole e leggende di tutto il mondo – e naturalmente l’antica passione per il gotico in assoluto, che proprio negli USA ha raggiunto, nel secolo scorso, i suoi livelli più alti tanto in ambito letterario che cinematografico. Tim Burton è tutto questo, ed è anche una vera e propria celebrazione: quella di un artista che ha cambiato Hollywood, reinventandola, in qualche modo, secondo la sua personalissima visione.