Luci e ombre di una carriera brillante: diamanti da più di 100 carati, compensi milionari, amicizie illustri e impegno sociale. E quegli ipnotici occhi viola che hanno sedotto Hollywood.
Spesso citata per i suoi matrimoni, otto in tutto, e la passione per i diamanti immortalata nel libro My love affair with jewelry pubblicato nel 2002, Elizabeth Rosemond Taylor merita di essere ricordata soprattutto per la ricca filmografia. Certo è che alle doti cinematografiche, bellezza e charme hanno fatto da importante contrappeso, delineando una figura misteriosa e turbolenta, protagonista nella vita come sul set di forti sentimenti.
Ed è forse il personaggio “Liz” che oggi, a pochi giorni dalla sua scomparsa, ci torna alla memoria, insieme ai testardi e profondi occhi viola che la raccontano meglio di qualsiasi recensione: una vita fatta di capricci e sentimenti, di lusso e cineprese, queste le cifre del suo successo, questo il destino di una diva. Che il suo spirito si sia forgiato tra Londra e Los Angeles sembra non essere importante per la sua carriera, eppure il temperamento che da sempre la caratterizza ha tanto dell’alterigia inglese quanto della fierezza americana. Un’esistenza segnata da molti malanni che non l’hanno però sottratta, specialmente agli esordi, a uno sfrenato e ricchissimo successo.
Enfant prodige, all’età di 10 anni è già sotto i riflettori, l’anno dopo ha in mano un contratto milionario a tempo indeterminato con la Metro-Goldwyn-Mayer che assisterà alla sua evoluzione. Da bimba vispa in Torna a casa Lessie! (1943) a femme fatale di grandi film che l’hanno vista accanto a uomini con i quali competeva in fascino ed eleganza; Un posto al sole (1951), L’albero della vita (1957) e Improvvisamente l’estate scorsa (1959) con Montgomery Clift; Il gigante (1955), con Rock Hudson e James Dean; La gatta sul tetto che scotta (1958), con Paul Newman. Va menzionata anche l’interpretazione nel colossal Cleopatra (1963), in cui recita accanto al quinto marito Richard Burton sfoggiando grazia e intensità senza eguali, come se in fondo ripetesse il copione della sua storia personale.
Questi sono solo alcuni dei tanti nomi che Elizabeth, come preferiva essere chiamata, ha visto passare attraverso la sua vita, piena di successo e di solitudini interiori che ha colmato rincorrendo gli eccessi. Luci e ombre, per una carriera che nel senso letterale del termine è stata brillante: diamanti da più di 100 carati, compensi milionari, amicizie illustri e impegno nel sociale, eppure tutto ciò che resta sono i suoi ipnotici occhi viola.


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