“Stazione Futuro. Qui si rifà l’Italia”, questo il nome della mostra innaugurata lo scorso 17 marzo in occasione del 150° compleanno dell’unità d’Italia. Una location d’eccellenza per un progetto altrettanto importante e ambizioso: nelle ex Officine Grandi Riparazioni di Torino, dove una volta si riparavano treni, oggi è l’Italia, ma soprattutto gli italiani, a mettersi in gioco.

In un clima che sa di incertezza ma anche di orgoglio, questa mostra sembra essere una cartina tornasole delle aspettative di un’Italia che nel bene e nel male ha voglia di crescere ed emergere nel panorama dell’innovazione e dei progetti. Sono proprio il futuro e le idee dei giovani talenti ad essere i protagonisti in questo immenso spazio espositivo. Curata da Riccardo Luna, direttore della rivista Wired, la mostra è stata allestita come una città con tanto di veri e propri quartieri, 12 in tutto, suddivisi per aree tematiche: energia, territorio, rifiuti, chimica verde, cibo, salute, lavoro, mobilità, casa, tessuti e spazio. Ogni quartiere è un aspetto della nostra vita che si suppone vivrà forti mutamenti nei prossimi 10 anni, ogni quartiere è incubatore di idee che cambieranno la nostra vita.

Incorniciato da totem luminosi che parlano di dati e numeri dell’Italia del 2020, il percorso si apre con il quartiere di internet, veicolo di modernità e strumento per la democratizzazione delle informazioni: la banda larga sembra essere dunque il luogo più valido su cui proiettare idee per il domani. Mettere in mostra i processi del futuro fra pezzi di design e laboratori, mini conferenze tenute da scienziati trasformati in ologramma e reali dimostrazioni di serre lunari, questo il caleidoscopico aspetto del viaggio nel tempo che Stazione Futuro fa vivere ai suoi visitatori.

Tante esperienze, altrettanti progetti che raccontano di un’Italia ricca di idee e competenze, di persone che con un’intuizione hanno trasformato la loro vita e la nostra, tutto per dimostrare che se vogliamo ce la possiamo fare. L’obiettivo? Andare alla ricerca dei “nuovi mille”, talenti ed innovatori, che “ripareranno” l’Italia, offrendo spunti progettuali ed idee in grado di rendere il futuro più vicino, di pensarlo e trasformarlo per migliorare la vita fra 10 anni.

La gara di talenti culminerà il 20 novembre, giorno di chiusura della mostra, nel quale verranno decretati i giovani progetti vincitori ai quali sarà data la possibilità di trasformare le loro idee in realtà. Si parla di un futuro a noi prossimo, che non stiamo ancora vivendo ma che vediamo avvicinarsi, futuro che coinvolgerà noi e i nostri figli, forse autori della svolta sociale che da tempo aspettiamo. Abbiamo diritto di sognare un paese migliore e di credere nella nostra eredità: il grande capitale umano che fa l’altra Italia.